FIUME MERA: SERVE UNA SOLUZIONE CHE TUTELI SICUREZZA E AMBIENTE
In questi giorni molto si è scritto e detto sulla situazione del fiume Mera.
Come Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio vogliamo ribadire con chiarezza la nostra posizione.
Le immagini raccolte lungo il fiume documentano una significativa moria di pesci e un pesante deterioramento dell’habitat fluviale. Questo è il dato dal quale, prima di ogni altra considerazione, riteniamo necessario partire.
Non riteniamo utile trasformare questa vicenda in uno scontro tra chi attribuisce ogni responsabilità alla gestione del bacino di Villa di Chiavenna e chi riconduce quanto accaduto esclusivamente a fenomeni naturali.
Il punto, secondo noi, è un altro.
Sappiamo bene che l’attuale protocollo di gestione del bacino è stato definito per rispondere a precise esigenze di sicurezza. Allo stesso tempo, quanto accaduto sul Mera dimostra che esiste una criticità che non può essere ignorata.
Dopo lunghi periodi di basse portate, il materiale fine di origine glaciale può accumularsi progressivamente nell’area dell’invaso. Quando poi si verifica un evento che comporta l’apertura delle paratoie di fondo, una quantità rilevante di questo materiale può essere riversata a valle in un tempo molto breve, con conseguenze pesanti sull’habitat fluviale.
È probabilmente questo uno dei punti su cui occorre intervenire: capire come evitare che lunghi periodi di accumulo si traducano, al primo evento significativo, in un rilascio così concentrato di sedimenti.
L’effetto osservato in questi giorni sul Mera rende evidente che questo aspetto deve essere approfondito.
Se tutte le procedure previste sono state rispettate e il risultato è comunque quello che oggi vediamo nel fiume, allora è necessario chiedersi se le attuali modalità operative siano ancora sufficienti o se debbano essere aggiornate e integrate.
Per UPS la questione non è individuare frettolosamente un colpevole.
La questione è capire esattamente cosa sia accaduto e, soprattutto, fare in modo che una situazione di questa portata non si ripeta.
Accogliamo positivamente la disponibilità al confronto già manifestata dai soggetti coinvolti e riteniamo che questo sia il punto di partenza corretto per affrontare la questione in modo serio e costruttivo.
L’obiettivo deve essere quello di analizzare quanto accaduto, verificare le criticità emerse e valutare insieme eventuali correttivi alle attuali modalità di gestione.
Sicurezza del territorio e tutela del fiume devono poter convivere.
È su questo equilibrio che riteniamo necessario lavorare, con serietà, competenza e spirito di collaborazione.
Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio
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