In tutte le acque gestite in concessione da parte di U.P.S., dal 2018 è vietato trattenere capi di trota marmorata e i suoi ibridi.

Un fondamentale passo avanti in ottica di conservazione della specie.

3 Comments

  1. Sarebbe buona cosa istituire delle zone di riproduzione naturale, ammesso che se ne trovino ancora. Ad esempio sulla bassa Adda non ho visto letti di frega. Non parliamo del fiume Mera, “bruciato” dalla apertura della diga di Villa di Chiavenna. Forse la Meretta chiusa alla pesca, o altre risorgive, o qualche torrente con portata d’acqua costante (cioè’ senza dighe o prese d’acqua a monte) potrebbero essere prese in considerazione. Cordiali saluti. Un vecchio pescatore che, purtroppo, ricorda come erano i fiumi cinquanta e più’ anni fa’.

    Rispondi

    1. Buonasera Sig. Maurizio,

      Una corretta gestione della fauna ittica è subordinata al la conoscenza dello stato di salute della stessa che si attua con la raccolta di informazioni per ogni singolo corso d’acqua relative alla distribuzione delle specie ittiche; alla consistenza dei ripopolamenti; alla struttura e dinamica delle principali popolazioni ittiche, con particolare riferimento alle specie di particolare tutela di interesse comunitario come il Temolo e la Trota Marmorata; al bilancio delle semine e del pescato con l’analisi dei dati estrapolati dai tesserini segnapesci che ogni anno i pescatori devono consegnare, agli interventi necessari per riportare verso condizioni di naturalità gli ambienti acquatici e ai popolamenti ittici; alla quantità e alla qualità degli eventuali ripopolamenti e, infine, alla adozione di provvedimenti per la regolamentazione della pesca, subordinata ai risultati delle attività innanzi descritte.

      Detto ciò, l’ Unione Pesca, al fine di raggiungere gli obbiettivi suddetti, ogni anno provvede con il proprio personale tecnico e di vigilanza ad eseguire delle campagne di monitoraggio sulla fauna ittica con elettropesca in vari corsi d’acqua della provincia di Sondrio ( da Montespluga a Livigno) e ad effettuare l’analisi dei dati raccolti dai tesserini segna catture.

      Dalla elaborazione dei dati è emerso che la popolazione ittica, nella quasi totalità di corsi d’acqua analizzati, ad eccezione di quelli situati a quote particolarmente elevate con acque oligotrofiche e in tratti di corpi idrici particolarmente depauperati per effetto di eventi naturali particolari e/o di attività antropiche significative ad esempio il F.Mera , è costituita da pesci di riproduzione naturale e da una componente di fauna ittica di ripopolamento che ogni anno l’Unione Pesca provvede ad immettere in tutti i corpi idrici a vocazione ittiogenica.

      del reticolo idrografico provinciale.

      In particolare anche nel F. Adda la popolazione è costituita da entrambe le componenti con una percentuale maggioritaria a favore della prima , questi ottimi risultati è stato possibile ottenerli negli ultimi quattro anni per l’ assenza delle attività di svaso del Bacino di Cancano che avevano significatamene caratterizzato il periodo compreso tra il 2009 e il 2013.

      Riguardo alle zone di riproduzione naturale da istituire, come Lei suggerisce, evidenzio che l’unione Pesca, dall’anno della sua costituzione, ottempera in modo scrupoloso al rispetto delle disposizioni previste nella normativa di settore vigente: Direttiva 2000/60/CE, Legge 152/2006 s.m.i., in particolare alle disposizioni contenute all’art. 138 C..6 della Legge Regionale n.31/2008 che prevede l’istituzione di queste zone di protezione.

      Nelle acque della provincia di Sondrio sono state create 22 zone di divieto assoluto di pesca che sono riportate nell’art.11 del vigente Regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque salmonicole della provincia di Sondrio, che ogni pescatore ha in dotazione al momento del conseguimento del permesso di pesca.

      In queste zone, che sono state opportunamente individuate allo scopo precipuo di salvaguardare e incrementare le specie ittiche di particolare rilevanza ittiofaunistica, come la maggiore parte di quelle che popolano i nostri corsi d’acqua, tramite anche la realizzazione e al miglioramento degli ambienti acquatici, ad esempio in prossimità delle scale di rimonta o opere di riqualificazione ambientale (Adda Tirano- Sernio, Mallero, Spoel e Masino), avviene la riproduzione naturale e servono da polmone per la distribuzione e il popolamento della fauna ittica in altre zone del medesimo corso d’acqua o in altri corpi idrici.

      Giorgio Lanzi

      Rispondi

  2. Daniele Guaita 14 febbraio 2018 at 15:47

    Scelta encomiabile!

    Rispondi

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *